lunedì 3 maggio 2010

Calcio: Sport o Violenza?

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Goal



Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l'amara luce.
Il compagno in ginocchio che l'induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla - unita ebbrezza - par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l'odio consuma e l'amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
- l'altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasto sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch'io son parte.

(Umberto Saba)

Lo scrittore e poeta italiano Umberto Saba per mezzo di questa poesia ci detta la suo opinione sul calcio vedendolo come lo sport più popolare e più emozionante sia per i giocatori sia per i tifosi.
Ora però il calcio sembre aver cambiato dimensione, diventando sempre più uno sport che stimola sentimenti come l'odio e la violenza che portano poi a contaminare questo mondo attraverso diverse forme tra le quali l'insulto e la discrimimazione.

  • Discrimazione razziale e scontri tra tifoserie
Il fenomeno del razzismo nel calcio è un problema iniziato negli anni ’80, ma purtroppo ultimamente gli episodi si susseguono in modo frequente. Negli stadi di calcio si assiste sempre più di frequente ad episodi di violenza e di razzismo, soprattutto nei confronti dei giocatori di colore; appena questi toccano il pallone, alcuni tifosi della squadra avversaria li insultano e spesso lanciano oggetti dagli spalti.
A volte negli stadi si vedono anche alcuni striscioni contro i neri con parole bruttissime.

Gli episodi di violenza negli stadi sono diventati negli ultimi anni un fenomeno così consueto e diffuso, da essere stato posto al centro delle attività di prevenzione e di repressione da parte del ministero dell'Interno. Non è un caso la recente costituzione dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che proprio a Roma raccoglie funzionari di vari ministeri e rappresentanti di enti di gestione pubblica e di società private, che più di ogni altro sono coinvolti, anche loro malgrado, in una questione tanto grave quanto delicata per buona parte della collettività.
D'altro canto, gli ultimi tragici fatti che tutti ricordano e che avvennero in occasione della partita Avellino-Napoli nel settembre 2003 (vi trovò la morte un tifoso e numerosi furono i feriti), confermano ancora oggi la drammatica attualità del problema. Altrettanto energico, tuttavia, è stato l'impegno dello Stato per contrastare questo dilagante ed assurdo fenomeno, che ha agito sia con provvedimenti normativi, sia con l'azione congiunta e mirata di più soggetti confluiti nel già citato osservatorio nazionale.


  • Una questione riaperta: Calciopoli
Lo scandalo del calcio italiano del 2006 è stato, in ordine di tempo, il terzo grande scandalo (dopo quello del 1980, noto come Calcioscommesse e quello del 1986, noto come Secondo calcioscommesse o Calcioscommesse 2) a investire il mondo del calcio italiano, anche se come portata ed effetti è stato certamente maggiore dei primi due. Lo scandalo, le cui prime avvisaglie emersero da indiscrezioni di stampa alla fine di aprile del 2006 (ma in realtà negli ambienti calcistici circolava da diversi mesi l'esistenza di scottanti intercettazioni telefoniche tra importanti dirigenti federali e di società, oggetto di indagine della Procura di Torino, sebbene non fosse chiara la reale portata dei fatti), fu battezzato dagli organi di informazioni con varie denominazioni, ma alla fine è storicamente prevalso il termine Calciopoli (per assonanza con Tangentopoli, laddove in quel caso a reggere l'espressione era il termine tangente). Le intercettazioni telefoniche oggetto delle indagini emersero solamente il 2 maggio 2006.
Oggetto delle indagini da parte della Procura Federale della FIGC furono, oltre a vari dirigenti della stessa Federcalcio e dell'Associazione Italiana Arbitri, i dirigenti di diverse società professionistiche di calcio. A conclusione delle indagini la procura decise di chiamare a rispondere di vari capi di imputazione sei club: Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina ed Arezzo (gli ultimi due, non coinvolte dalle classifiche nella lotta per la qualificazione alle coppe europee 2006-2007, furono giudicate in un procedimento a parte, per consentire priorità ai giudizi sui primi quattro club, influenti sulla determinazione delle squadre italiane partecipanti alle competizioni internazionali nella stagione successiva). Altre società, oggetto delle intercettazioni, al termine delle indagini non furono ritenute passibili di giudizio sportivo.

L'accusa principale era di illecito sportivo, verificato nel tentativo di aggiustare le designazioni arbitrali per determinati incontri di campionato o di intimidire (o corrompere) gli arbitri assegnati affinché favorissero le azioni conclusive di una squadra a danno dell'altra.
Ora la questione sembra essersi riaperta con altre sconvolgenti e inaspettate sorprese.

  • Ma che cos'è veramente il calcio?


Del calcio Saba scriveva:

E’ (il gioco) più popolare che ci sia oggi, ed è
quello in cui si esprimono con più
appassionata evidenza le passioni elementari
della folla. L’atmosfera che si forma intorno a
quegli undici fratelli che difendono la madre è
il più delle volte così accesa da lasciare
incancellabili impronte in chi ci è vissuto
dentro. E questo per non parlare della bellezza
visiva dello spettacolo, dei gesti necessari dei giocatori
durante lo svolgimento della gara.
Che dire poi di quello che succede tra il pubblico e i giocatori quando una squadra paesana riesce a segnare un goal contro una squadra superiore (la cui superiorità molte volte è dovuta a denaro) e rinnova, sotto gli occhi dei concittadini, lucenti alle lacrime, il miracolo di Davide che vince il gigante Golia?

Cerchiamo dunque di capire cos'è il calcio: uno sport intenso, emozionante ,suggestivo, un universo di passioni , coinvolgimento, divertimento che unisce, nonostante le diverse tifoserie, tutti i tifosi del mondo del pallone. Non lasciamoci quindi trascinare da questi incivili modelli comportamentali, ma pensiamo solo alla nostra squadra e alla gioia che ci dà nel bene e nel male. Basta violenza. Basta odio. Basta discriminazione.
Abbatiamo questo barriere perchè solo così potremo riconoscere che
il calcio è veramente lo sport più bello del mondo.

ECCO QUA UN VIDEO RIFERITO AI PROSSIMI MONDIALI DI CALCIO CHE SI TERRANNO IN SUDAFRICA A PARTIRE DA GIUGNO 2010, sperando che si disputino con lelatà e sportività.
  
 




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